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Da quando sono “diventata grande” per me la raccolta delle olive, che sono nata e cresciuta in Molise, ha assunto un significato speciale. E’ uno di quei periodi dell’anno che aspetto come si fa con il Natale o le vacanze estive.

Sono giorni di intensa fatica. Si trascorrono arrampicati su una scala per raggiungere le cime più alte degli alberi o chini a terra a raccogliere tutte quelle olive che il vento ha fatto cadere ai piedi del tronco. Non c’è pausa durante la giornata ed a volte non si pranza nemmeno. Per non perdere tempo in quelle poche ore di luce che novembre ci regala.

Per me è uno sforzo immane quello di stare tutto il giorno in campagna con scarponi ai piedi e fazzoletto in testa per proteggermi dal vento freddo ed anche dai rami degli ulivi che si infilano nei capelli lunghi appena mi ci avvicino. Non sono abituata a tutto questo, non ho il fisico per fare su e giù nel campo a mettere e togliere le enormi reti che raccolgono migliaia di chicchi di olive. Faccio l’architetto e sono tutto il giorno seduta ad una scrivania, davanti ad un computer, tra quattro mura, per cui sono solo sforzi intellettivi.

E invece in quei giorni cammino, mi muovo, tonifico i muscoli, respiro aria benefica, mi lascio colpire gli occhi dai raggi della luce, sorrido, parlo liberamente, rido, mangio cibi genuini e sani, sto davvero bene… Una vera Spa del cuore, un centro benessere al quale non posso rinunciare…

È per questo che la raccolta delle olive in Molise diventa per tanti come me un momento dell’anno fondamentale, una delle tradizioni del mio Molise a cui non potrei rinunciare. Le confidenze che si fanno sotto gli alberi mentre si lavora, che non riusciamo a trovar tempo di fare nella nostra frenetica quotidianità; la soddisfazione che si prova quando un albero è carico di frutti e si riescono a riempire tanti sacchi; la gioia di continuare quella tradizione che per i miei nonni era un vero e proprio lavoro. Tutto mi fa attendere ogni anno questo momento, che durante tutto l’anno continuo a sentire nel profumo dell’olio a tavola.

Mariapia Carlone

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