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Se mi chiedi cosa visitare in Molise…Una regione al di là dei luoghi e dei luoghi comuni

Scrivendo dei “luoghi da visitare in Molise” potrei affannosamente stilare qualcosa di molto simile a una lista della spesa. E magari non sarebbe nemmeno troppo male. Una manciata di monumenti, chiese, siti archeologici, borghi peculiari… I posti, credetemi, non mancano, ad onta della ristretta superficie fisica e in barba all’altrettanto esigua densità demografica. Sarebbe, però, oltre che un esercizio di presunzione, anche un goffo e malriuscito tentativo di sostituirmi e sintetizzare una delle tante guide che, da gli anni novanta, hanno raccontato, in modo più o meno esaustivo, i luoghi di questa terra. Approfitto allora per segnalarvene un paio che ho trovato molto stimolanti, con la speranza che riusciate a reperirle o perché no di sollecitarne una bella e pronta ristampa. La prima è “Molise. Guida ai sapori e ai piaceri della regione” edita da Gedi e uscita come appendice di La Repubblica nel 2019; concisa, frenetica (non potrebbe essere altrimenti) ma decisamente funzionale. Di facile consultazione dal punto di vista geografico, perché divide il piccolo territorio in diverse microaree, è invece la guida prodotta dalla Regione Molise intorno al 2003 intitolata “Molise: terra di mare, monti, chiese e borghi antichi”. Interessanti entrambe. Per non parlare di quanto materiale in merito oggi sia disponibile sulla rete, a portata di smartphone o pc. In poche mosse la risposta al quesito! Quesito che, per ovvie ragioni, sto aggirando spudoratamente.

Ma allora come dar seguito all’incipit di questo breve articolo? Bene. Oltre alle prodezze dell’appennino, alle formidabili tracce di antiche civiltà sannite e non, alle chiese, numerose, diverse, ai laghi e ai fiumi; dando per assodati i parchi e le riserve, il mare e la montagna, i borghi più blasonati come quelli pressoché sconosciuti, quindi tutta la potenza, inaspettata, che questo piccolo fazzoletto di terra ha da regalare, non posso esimermi dal somministrare una lettura del tutto personale, nuova, del concetto in questione.

Penso al Molise dei centri storici all’ora di pranzo. Il profumo di qualche leccornia ipercalorica che scappa da una delle poche finestre ancora aperte. I panni stesi sui quei vecchi balconi, respirando a un raggio di sole, come in meditazione. Penso alle strade tortuose, silenziose, arrampicate verso le cime, o alle mulattiere polverose che vi affluiscono con una certa frequenza, chissà da quale sperduta masseria dove poderosi cani da pecora ora sonnecchiano indifferenti, ora rizzano il pelo in un fragoroso latrato. Vorrei parlarvi dei bar, anima brilla e guascona dei borghi, che gli irlandesi a noi ci fanno un baffo, dei personaggi che vi si agitando, come usciti da un film di Fellini o Monicelli. Vi porterei dove siedono i vecchi, al fresco nella bella stagione, avidamente a caccia di luce e riparo in inverno, per ascoltare le loro digressioni sui tempi che corrono, o parabole popolari di non consueta saggezza che andranno presto perdute. Ci metterei il silenzio poi, è anche quello un luogo, e dei più rari e preziosi. Visitate il silenzio, senza esitazioni.

È questa grossomodo la lista delle cose che oggi voglio consigliarvi di vivere, più che di visitare, in Molise. Lascio a gli storici e a gli archeologi le prodezze dei siti, all’esperienza delle guide l’imponente patrimonio naturalistico e paesaggistico della regione, alle istituzioni la promozione dei beni, come “e giusto che sia, consegnandovi invece solo un breve elenco di suggestioni e invitandovi nella nostra terra per stilarne uno tutto vostro. Se mi chiede cosa visitare in Molise, vi invito a venirci e poi vi giro la domanda.

 

 

 

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